La fornace di piazza Mercurio

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Testi e foto della Società di archeologia SE.ARCH.

Gli scavi

Tra il 2011 ed il 2012, in occasione dei lavori di riqualificazione e valorizzazione storico – architettonica di Piazza Mazzini nell’ambito dei progetti P.I.U.S.S. (Piani Integrati di Sviluppo Sostenibile), sono stati avviati, dal Comune di Massa, numerosi interventi per il rifacimento della pavimentazione e di alcuni sottoservizi. Le operazioni sono state affiancate da un intensa attività di scavo archeologico, condotta dalla società SeArch snc di Pisa, sotto la direzione della Soprintendenza per i Beni Archeologici della Toscana.

Già nel 2003, erano state riportate alla luce alcune strutture antiche, interpretate come resti di una fattoria romana (mattoni crudi e numerosi frammenti di anfore) e numerosi materiali, soprattutto in v. Bigini in prossimità dell’innesto sulla piazza. Proprio per questo motivo la Soprintendenza per i Beni Archeologici della Toscana ha prescritto l’esecuzione di uno scavo stratigrafico in estensione, finalizzato alla documentazione delle evidenze e alla documentazione di eventuali ritrovamenti. Questo intervento ha permesso di aggiungere nuovi dati alla conoscenza storica della città e di prospettare una fisionomia realistica dell’area nel momento in cui tutto il territorio di appartenenza viene ad essere coinvolto nell’ampio fenomeno della “romanizzazione”.

Piazza Mazzini in età romana

AnforeIl rinvenimento di strutture connesse al ciclo produttivo suggerisce la presenza di un articolato quartiere artigianale simile a quello evocato nella ricostruzione. La fase della depurazione dell’argilla, che richiedeva la sedimentazione in acqua ferma o la levigazione in acqua corrente, era affidato ad un sistema di almeno tre vasche rivestite in cocciopesto, rinvenute in prossimità dell’attuale farmacia (nn.civici 2-3) Poco a valle delle vasche, i resti di muri in fondazione fanno pensare alla presenza di una struttura, o meglio un capannone (n.civico 11), dove potevano svolgersi la preparazione dell’impasto di argilla depurata con cui poter fabbricare le anfore e, nelle vicinanze, il lavoro del vasaio al tornio. Le fornaci rinvenute sono al momento due, allineate e semi-incassate nel versante della collina rivolto a sud; esse potevano essere adibite a distinte categorie di prodotti e in tal caso si spiegherebbero alcune differenze costruttive, come l’uso esclusivo dei mattoni e la presenza di tubuli conici per la volta attestati solo nella fornace n.2, parzialmente indagata e individuata nel punto in cui V. Beatrice si apre nella piazza. Anche se nessuna delle strutture ha restituito per ora elementi che consentano di datarne la costruzione e l’arco di vita, la tecnica costruttiva di entrambe e la morfologia della fornace n.1 trovano confronti tra gli impianti sicuramente attribuiti ad epoca romana. D’altra parte l’abbondanza di anfore nelle forme più diffuse tra fine del II e metà del I secolo a.C. ( greco-italiche tarde e Dressel 1A - C) potrebbe indicare il momento della pianificazione e della costruzione del complesso artigianale.

Un discorso a parte merita il ritrovamento di un grosso muro con quattro contrafforti (nn.civici 7-10). Costruito a secco, senza l’impiego di legante ed in pietra locale scistosa, è stato rinvenuto in fondazione, non integro ma intaccato da numerosi tagli. Probabilmente, esso aveva la funzione di muro di contenimento della collina e i potenti sbancamenti operati in epoca rinascimentale per la realizzazione della piazza ne hanno asportato la sua stratigrafia verticale ed i depositi che avrebbero potuto fornire elementi precisi per la datazione.



Età medievale e moderna

In età medievale piazza Mazzini rivestì un ruolo rilevante per gli insediamenti formatisi ai piedi del podium roccae, dove sorgeva il castello degli Obertenghi. Dalle poche notizie di cui disponiamo sappiamo che l’area venne interessata dallo sviluppo del borgo di Bagnara, assumendo la funzione di platea merchatalis, luogo dove si teneva il mercato. La sua importanza fu riconosciuta e consolidata dal marchese Alberico Cybo Malaspina che nella seconda metà del XVI secolo, al momento della fondazione della Massa Nuova, la conformò in modo da integrarla perfettamente nella struttura urbanistica della città. Al 1566, invece, risale la costruzione della fontana con la statua di marmo del dio greco Mercurio. La scelta di collocare la statua del dio in questa piazza si può spiegare con una delle funzioni che Mercurio aveva, ovvero quella di essere protettore dei commercianti. Per questo motivo può essere stato scelto per essere una sorta di “protettore” di una piazza che,come si è visto, era tradizionale sede di mercato e quindi dei negozi e dei commerci. Si può ipotizzare anche un altro significato . Da alcuni cronisti sappiamo infatti che la piazza era sede anche di esecuzioni capitali e Mercurio aveva pure la funzione di “psicopompo”, ossia di accompagnatore delle anime dei defunti nell’Averno e per questo motivo sembra possibile che proprio nella piazza a lui “consacrata” avvenissero le esecuzioni capitali.

Durante gli interventi archeologici dell’autunno 2011, avvenuti in occasione dei lavori di riqualificazione urbanistica della piazza, è stata rinvenuta una sepoltura in fossa ellittica di un individuo deposto con la testa a N/W ed i piedi a S/E. Solo in via indiziaria è possibile ricostruire la posizione originaria del corpo, poiché i successivi interventi di spianamento della piazza hanno provocato lo schiacciamento di una parte del cranio e della gabbia toracica, alterando l’integrità dell’inumazione. Dalle prime indicazioni antropologiche risulta essere un individuo femminile, di età compresa tra i 25 ed i 35 anni, con forti marcatori muscolo – scheletrici, segno di un’attività fisica intensa. La sepoltura non comprende oggetti di corredo e dal punto di vista stratigrafico insiste su strati di abbandono, posteriori all’età romana. La datazione al C14 prospetta una cronologia che si aggira intorno alla metà del IX secolo d.C.

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