Cotonificio Ligure - Filanda, Forno

Comprensorio: borghi ed aree montane
Località: Polla, Forno
Datazione: sec. XIX

Notizie storiche
Sul finire del sec. XIX, sulla scia del Filantropismo ottocentesco e su modello degli Industrial Villages britannici, legati alle innovazioni tecniche ed alle nuove esigenze di organizzazione sociale, viene impiantato a Forno un insediamento industriale pianificato, un nucleo organizzato di residenze, lavoro e servizi che doveva ospitare circa 1000 persone.
La scelta di impiantare un’attività cosi importante in un luogo tanto malagevole fu determinata dalla possibilità di sfruttare l’abbondante e continuo flusso d’acqua proveniente dalle sorgenti del Frigido.
Oltre al centro produttivo della Filanda, sorto alle sorgenti del Frigido nei pressi di un’antica ferriera, si costruirono case per gli operai e si inaugurarono alcuni servizi sociali ed un asilo per i figli dei lavoratori.
A differenza di alcuni contemporanei modelli inglesi, a Forno però non si cercherà di fornire ai dipendenti un modello di vita più accettabile. Il nuovo sito industriale funzionò infatti “come luogo di selezione della forza lavoro sulla base del ricatto costituito dall’unione appetibile di casa e lavoro in una sola offerta”.
La costruzione dell’opificio ebbe un impatto notevole, determinando profonde trasformazioni urbanistiche e socio-economiche nella piccola comunità montana. Oltre alla fabbrica del cotonificio si costruirono infatti anche il magazzino, un corpo di fabbrica per gli uffici, l’officina, la casa del direttore e un complesso di abitazioni per i dipendenti nei pressi della fabbrica ed un altro palazzo per gli operai, più valle nei pressi del paese.
La presenza del cotonificio richiamò la più svariata manodopera da ogni dove, efficiente in tutte quelle attività che si svilupparono collateralmente alla produzione del cotone, dall’approvvigionamento delle materie prime, al trasporto, alla commercializzazione e distribuzione dei prodotti finiti.
Il grande impianto industriale, costruito tra gli anni 1881 e 1890 su progetto dell’Ing. Frimi, fu portato avanti da diversi proprietari. Dopo Prospero Schiaffini che per primo ottenne nel 1881 la concessione di impiantare la prima turbina e costruire il relativo canale di derivazione dalla sorgente, dal 1889 al 1894 la Filanda passò alla Società Anonima Cotonificio Italiano costituita ad hoc dal cotoniere ligure Figari e i piemontesi Poma. Dopo la successiva rottura della società, nel 1894 l’opificio massese fu acquistato dal Figari il quale fondò la Società Anonima Cotonificio Ligure che rimase proprietaria sino al 1981.
Nel 1944 il complesso fu gravemente danneggiato da un incendio appiccato dalle truppe tedesche e da allora fu del tutto abbandonato, a parte un breve periodo in cui venne usato come magazzino della Marina Militare. Nel 1983 il Comune di Massa lo acquistò avviando una serie di restauri: nel 1984 quello della palazzina principale, nel 1996 parte dei corpi retrostanti mai terminato a causa del fallimento della ditta appaltatrice.
Con la riattivazione della centrale idroelettrica, nel 1996 è stato intrapreso il significativo progetto di produzione di energia alternativa ad uso della comunità di Forno.
Per alcuni anni la Filanda è stata porta del Parco delle Apuane e punto di riferimento per gli escursionisti.
La struttura produttiva così come la presenza, all’interno, di numerosi macchinari hanno però da sempre reclamato la loro vocazione naturale come esempio unico di archeologia industriale e come punto di riferimento per la storia socio-economica del paese.
Raccolta finalmente questa vocazione, la Filanda si sta avviando a divenire importante museo di archeologia industriale e centro di documentazione della storia locale.

Info utili
Comune di Massa - Ufficio della Memoria - Tel 0585 490463
email: ufficiodellamemoria@comune.massa.ms.it

Distanza dal centro città: Km 8 circa
Come si raggiunge: in automobile si può iniziare il percorso da Piazza S. Settimina meglio nota come Piazza Portone. Si oltrepassa l’Arco del Salvatore e si prosegue su Via Palestro fino al semaforo dove si svolta a destra lungo Via Bassa Tambura, in direzione monti. Si seguono le indicazioni per Canevara, dopo circa km 2.5 si trova sulla sinistra il bivio per Casette. Si prosegue oltre e poche centinaia di metri dopo, sempre sulla sinistra si incontra la deviazione per Forno. Costeggiando il fiume, la strada entra in paese che si sviluppa sulle due sponde. Si prosegue diritto su Via Commercio e circa 800 m. dopo la fine del paese di vede l’imponente opificio della Filanda.

Consulta i reperti della filanda di Forno

Bibliografia
C. CRESTI... [ET AL.] (a cura di), Luoghi e immagini dell'industria toscana: storia e permanenze, Venezia, Marsilio, 1993, pp. 105-106.

M. Guidarelli, La Filanda di Forno: genesi, sviluppo e declino di un progetto industriale,

M. Michelucci, Note storiche sulla Filanda di Forno, Agli inizi del capitalismo italiano la storia di un opificio tessile, Ceccotti editore, Massa, 1992

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