Duomo di Massa

Località: Piazza Duomo, centro città
Datazione: sec. XIV-XX

Notizie storiche
Il duomo di Massa è il risultato di una lunga serie di trasformazioni e raccoglie l’eredità di altre due storiche chiese, quella di S. Francesco e della pieve di S. Pietro in Bagnara, di cui la cattedrale porta la doppia titolazione.
Della chiesa di S. Francesco si hanno notizie certe a partire dal 1477 quando, per volere di Taddea Malaspina, vi furono trasferiti i titoli e i beni della chiesa extra-urbana di S. Remigio e S. Pancrazio, del soppresso convento di Turano.
Di S. Francesco si ha memoria in alcune vedute di fine 1500-inizio 1600 e in un graffito sulla facciata di Casa Ajola-Mussi. Da queste si può osservare che il complesso conventuale era costruito sopra un alto basamento con portico tramite cui si accedeva alla chiesa, affiancata da un grande giardino murato in cui esisteva il grande albero di pino che diede poi il nome alla limitrofa porta della cinta muraria albericiana detta Porta S. Francesco o Porta al Pino.
S. Francesco all’occorrenza faceva le veci della vicina pieve di S. Pietro, una tra le chiese più antiche di Massa, soggetta spesso a crolli e restauri e proprio in S. Francesco furono trasferiti la titolatura, parte degli arredi e le officiature quando S. Pietro fu fatta demolire da Elisa Baciocchi tra il 1807-1815.
Agli inizi del 1800, l’originaria chiesa di S. Francesco è già stata trasformata in quel grande complesso monumentale che più o meno vediamo oggi.
Nel corso del 1600 si fecero grandi lavori per l’ingrandimento della fabbrica della chiesa, grazie anche l’apporto economico del cardinale Alderano Cybo-Malaspina.
Oltre a collegare la Cappella delle Stimmate alla navata principale (1660), nel 1675 il principe Alberico II diede incarico all’architetto Gian Francesco Bergamini di costruire la Cappella Ducale e, al di sotto, il sepolcreto di famiglia. I lavori furono completati del tutto nel 1732.
Nel 1807, soppresso S. Pietro, S. Francesco diviene la chiesa maggiore di Massa ed eletta a cattedrale nel 1822, quando la città fu eletta a sede vescovile.
Nel 1837 l’architetto Giuseppe Marchelli lavorò alla zona presbiteriale, prolungando l’abside e rialzandola di 4 gradini.
Altri lavori di abbellimento interno furono eseguiti tra la fine del 1800 e gli inizi del 1900 tra cui gli stucchi e i fregi della trabeazione opera dello scultore massese Ambrogio Celi, gli affreschi delle vele, sopra il transetto opera del pittore fiorentino Giovanni Panti.
Infine, tra 1927-1936 si rifece la nuova facciata in marmo su progetto dell’architetto Cesario Fellini con mosaici opera del mosaicista veneziano Giulio Castman.

Visita all’interno
Risalendo la panoramica scalinata, si accede all’interno ad unica ed ampia navata affiancata da quattro preziosi altari per lato. Sul lato destro, appena entrati in Duomo, si trova la Cappella delle Stimmate e in successione, tre altari intitolati a S. Maria Assunta in cielo, S. Gaetano da Thiene, S. Giovanni Evangelista, infine l’ingresso al Sepolcreto Malaspina nei sotterranei. A destra, nel transetto, il doppio ingresso alla Cappella Ducale laterale e l’altare della Beata Vergine del Rosario con grande pala in marmo (1739) opera dei fratelli Andrea e Tommaso Lazzoni di Carrara, proveniente da S. Pietro.
Sulla navata sinistra, dapprima l’ingresso al corridoio per il Chiostro, quindi una successione di tre imponenti altari intitolati a S. Margherita da Cortona, S. Giuseppe e Vergine Immacolata. Segue poi l’accesso esterno al Chiostro quattrocentesco ed infine l’altare del transetto dedicato al SS. Crocefisso che contiene un crocefisso ligneo del 1200, secondo la tradizione orale proveniente da Luni e conservato nell’antica e distrutta pieve di S. Pietro, opera verso cui i massessi hanno sempre mostrato una profonda devozione.
Sullo sfondo della navata, rialzata di qualche gradino, l’area absidale con il monumentale altare in marmi policromi bianco, rosso, nero su progetto dell’architetto G. Francesco Bergamini. Del tipo a cofano, come quelli del transetto, è caratterizzato sul retro da due artistiche scalette in marmo bianco e da due epigrafi dedicatorie al cardinale Alderano Cybo che partecipò alle spese dell’opera. Sul fronte un elaborato tabernacolo centrale, affiancato da sei candelabri opera dello scultore Ferdinando Tacca, figlio del più celebre scultore Pietro Tacca.

Cappella delle Stimmate o del Battistero
Si trova sulla destra, appena entrati in Duomo. Edificata nel 1616, nel 1660 fu collegata direttamente alla navata ed arricchita da quattro cappelle laterali, di cui una dedicata a S. Antonio da Padova ed una alla Madonna di Loreto. Si conserva qua un prezioso fonte battesimale del sec. XV, di forma ottagonale e provenite dalla distrutta pieve di S. Pietro, è opera dello scultore Ricomanni da Pietrasanta, già allievo di Jacopo della Quercia.

Cappella del SS. Sacramento o Ducale
Costruita nel 1690, colpisce per la ricchezza delle sue decorazioni che ben rappresentano il gusto barocco dell’epoca. Il prezioso altare centrale, opera di G. Francesco Bergamini, tra una fantasia di marmi policromi accoglie un affresco del Pinturicchio, proveniente dalla Cappella Cybo in S. Maria del Popolo a Roma. L’articolata decorazione marmorea costituisce il motivo portante anche sulle porte incorniciate e sovrastate da plastiche composizioni policrome.
La cappella accoglie diverse pregevoli opere, tra cui un trittico attribuito a Bernardino del Castelletto (sec. XV), pittore che lavorò anche alla cappella del Castello Malaspina di Massa; un Presepe in terracotta robiana attribuito a Benedetto Buglioni, di cui esiste altra opera nella chiesa di S. Gemignano ad Antona; una pala con S. Francesco da Paola (sec. XVIII), opera del pittore massese Silvestro Pincellotti.

Il Sepolcreto Malaspina
Progettato nel 1675 da G. Bergamini fu portato a termine nel 1694. Si tratta di un ambiente voltato in cui oltre a tombe interrate e coperte da lapidi con epigrafi, si trovano due tombe a sarcofago qua riposizionate nel 1981. La tomba a sinistra appartiene a Lorenzo Cybo e fu scolpita dallo scultore pietrasantino Stagio Stagi, mentre quella a destra, scolpita dallo scultore massese Pietro Aprili, accoglie le spoglie di Eleonora Malaspina moglie del nobile genovese Scipione Fieschi e sorella di Ricciarda che sposò invece Lorenzo Cybo nel 1519. Dal 1950 il sepolcreto accoglie anche le spoglie dei vescovi di Massa.

Distanza dal centro città: centro città
Come si raggiunge: a piedi, dalla centrale piazza Aranci, si imbocca Via Dante termina davanti al duomo dopo circa 150 metri.

Bibliografia
MARCUCCI M. A., Piccola guida della Basilica Cattedrale di Massa. Cenni storici, Altari, Cappelle, Opere d’arte, Centro studi storia locale della Basilica Cattedrale di Massa, ristampa 1988 a cura di L. Franceschini
MATTEONI G., Guida delle chiese di Massa Lunense, 1879
Libri Ordinari della Magnifica Comunità di Massa, A.S. M
SOLDANO S., Massa. Guida storico-artistica, Massa, 2000

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