Gronda

Località: Val di Renara, area montana
Datazione: XIV - sec. XVIII

Notizie storiche
Di Gronda si trova traccia negli Estimi del 1397, ma il piccolo gruppo di case ai piedi della montagna ha perduto ogni traccia di quei tempi lontani e conserva invece le tracce degli sviluppi più recenti, legati soprattutto all’apertura della Via Vandelli nella seconda metà del 1700 e all’estrazione del marmo a partire dal sec. XIX. Come in gran parte dei paesi della montagna massese, possiamo ancora osservare a Gronda diverse case dalla tipica architettura in pietra, sviluppate in altezza e arricchite da alcuni significativi particolari, come le tipiche mensole in pietra che reggevano i bastoni per stendere i panni, tracce di un passato recente.
Dal punto di vista documentario Gronda ha una storia ricca di riferimenti. Con la vicina Guadine, con Redicesi e Casania era una delle ville dei canali, ubicate nell’antica Val di Cortecia oggi Val di Renara. La principale fonte di sostentamento doveva essere la pastorizia, ma in età medievale un buon contributo era dato dallo sfruttamento dei giacimenti minerari variamente distribuiti in questa area. Tracce di estrazione e lavorazione del ferro risalgono anche al secolo XIX. Si pensa che le miniere di Gronda, Casania rientrassero in quei giacimenti minerari nel circondario di Antona acquistati dai lucchesi nel sec. XIV.

Quota: m 275 slm
Distanza dal centro città: circa km 10
Come si raggiunge: dal centro città, dirigersi verso l’interno della Valle del Frigido. Percorrendo Via Bassa Tambura, si seguono le indicazioni per Gronda. Sulla nostra sinistra si incontra il bivio per Forno che si oltrepassa, proseguendo sulla destra lungo la via che costeggia il torrente Renara. Poco dopo si raggiunge il piccolo agglomerato di Gronda, non molto lontano da Guadine.

Bibliografia
DEL GIUDICE C. A., Toponomastica della Valle del Frigido, Modena 1992
GIAMPAOLI S., Paesi della montagna massese, Massa, 1988
LEVEROTTI F., Massa di Lunigiana alla fine del Trecento, Pisa 2001

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