Miniere della Valle del Frigido

ATTIVITA’ MINERARIA NELLA VALLE DEL FRIGIDO

NOTIZIE STORICHE
L'attività mineraria nella Valle del Frigido ha una lunga tradizione che dal Medioevo arriva sino al sec. XX. L'abbondanza di risorse idriche e legname della vallata favorì infatti lo sviluppo delle attività estrattive e delle produzioni metallurgiche. Fino ai secoli centrali del Medioevo, la maggior parte delle lavorazioni avveniva in luoghi distanti dai corsi d'acqua e per la produzione del ferro si utilizzava il sistema del basso fuoco, funzionante con ventilazione manuale.
Nel sec. XIII la grande innovazione apportata dall'applicazione dell'energia idraulica nella produzione dei metalli favorisce lo sviluppo delle attività minerarie laddove l’abbondanza delle risorse naturali lo consente. Nuovi insediamenti sorgono così nel fondovalle lungo il corso del Frigido, dove vi è grande disponibilità di acque e boschi di castagno il cui pregiato legname era preferito per ottenere una migliore qualità del carbone.
Tra XIV e XV secolo le fabbriche massesi avevano raggiunto una certa organizzazione in grado di soddisfare sia il consumo locale sia quello di mercati toscani e nazionali. All’attività produttiva, distribuita lungo il corso del Frigido, si affiancavano numerose botteghe di fabbri, sparse nel territorio. Nel 1399 esistevano otto botteghe, distribuite nei maggiori nuclei abitati sorti intorno alla città. Nei secoli XVIII-XIX le botteghe si spostano verso aree più centrali, in particolare intorno a Piazza Aranci, nella zona della Conca.
Nel sec. XIV le fabbriche massesi commerciavano prodotti finiti e soprattutto il ferro sodo (ottenuto dalla ghisa), famoso per la sua buona qualità. Il ferro sodo era venduto sotto forma di barre dette vergelline e spiagiuole.
Il grande impulso al consumo di metallo locale si ebbe però intorno alla metà del sec. XV in seguito ai divieti di servirsi del ferro proveniente dall'Elba, il che favorì la ripresa delle estrazioni nelle miniere locali, in particolare nelle miniere di Antona.
Il Mussi ben scriveva che: “Tutti i fabbricati monumentali e ordinarii di Massa portavano alle finestre inferriate lavorate in questa città con ferro nostrale”.
Alcune delle miniere del Frigido ancora produttive nell'Ottocento, nel Novecento vengono ampliate con nuove gallerie e tra le due Guerre Mondiali si ha il massimo sviluppo con l'estrazione di solfuri di Rame e Piombo, sino al 1948, ultimo anno di attività mineraria.

La MINIERA DI CASANIA si trova lungo il Canale dei Fichi, a 425 m slm, in località detta alla Miniera o i Lochi di là, in una zona di confluenza tra scisto e calcare, sede geologica comune a tutti gli affioramenti di minerali di ferro nelle Apuane. La galleria principale si inoltra per 25 m nella montagna; a circa metà percorso si staccano due deviazioni: il filone sinistro termina dopo 3 m, mentre il destro, dopo 2.20 m, continua con un pozzo profondo circa 5.5 m, ora pieno di acqua.
Accanto a questa galleria furono fatti altri due tentativi di scavo: una piccola galleria obliqua di 10 m, completamente allagata, e un'altra più piccola di appena 1.5 m scavata nella roccia. La scarsità del materiale fece desistere dal proseguire i lavori di ricerca.
L'entrata alla miniera principale è oggi in parte ostruita da un muro a secco, costruito nel 1934 da Gian di Ballin, contadino del posto, per raccogliere e sfruttare le acque della sorgente interna
La lavorazione del ferro della miniera di Casania risale agli Anni Venti-Trenta, ma le miniere di Casania si possono identificare con le medievali Miniere di Antona, documentate fin dal sec. XIV.

Il GIACIMENTO DI MONTE GIRELLO venne sfruttato tra 1935-1942 per l'estrazione di ematite e magnetite dalla Società Massa in località Grotta Figara e Pozzi, con lo scavo di due gallerie di circa 10 m e altri pozzetti di ricerca. L'escavazione di queste due gallerie proseguì sino al 1940 raggiungendo uno sviluppo di circa 30 e 50 metri prima di interrompersi a causa della scomparsa della vena mineraria. Si fecero due ulteriori sondaggi conoscitivi, poi i lavori cessarono per lo scoppio della Seconda Guerra mondiale. Nel 1951-52 la ditta Odoardo Garbati riprese la ricerca sgombrando le vecchie gallerie e scavando una trincea esplorativa, quasi subito abbandonata come queste miniere.

Bibliografia
Michelucci M., Le antiche fabbriche del ferro nella valle del Frigido, Massa, 1998
Bertuccelli G., Giacomelli N., Miniere nell’Alta valle del Frigido, Massa, 2002
Foto: Guido Bertuccelli

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